Ostu di Djun
A Castagnito nel cuore del Roero (Piemonte) ci accolgie l'Ostu di Dijun, un nome che lascia perplessi e mentre si resta fermi davanti all’ingresso, incerti se entrare oppure no, la porta si spalanca ed un sonoro “benvenuti” ci accoglie: è Luciano, il proprietario - potremmo dire l’inventore - di questo ristorante, una via di mezzo fra la trattoria di paese ed i bistrots parigini. Basta fare pochi passi e ci si ritrova in un’ altra epoca alla luce calda della candele diffuse a profusione sui tavoli, infilate in bottiglie ricoperte di cera multicolore di centinaia di moccoli che si sono sciolti nel corso di piacevoli serate, le pareti ricoperte di fotografie di personaggi celebri o semplicemente di amici, personaggi di questa zona del Roero, vecchi con la barba bianca, giovani donne con abiti che riportano agli anni del dopoguerra, giovanotti con l’aria sfrontata ed i giubbotti alla “Fronte del porto”, tutto un caleidoscopio di immagini che rievocano anni di storia vissuta fra queste colline segnate geometricamente dagli ordinati filari di viti e dove il profumo dell’erba e dei fiori riporta alla mente un’epoca felice.

Tutto è strano e piacevole, siamo in un ristorante ma l’atmosfera è quella di casa: il pane bisogna andare a prenderselo direttamente sul tagliere, gli antipasti arrivano uno dopo l’altro e sono fantastici: carne salata come ai tempi dei nostri nonni, carne battuta al coltello (ma chi la fa più oggi?), “bagasce” di culatello ed il nome forse sconcerta ma il sapore fa riaffiorare ricordi di antichi piaceri carnali, vitello tonnato e tanto altro ancora. Il vino non si sceglie: provvede Luciano che versa direttamente nei bicchieri il nettare rosso o bianco dove si raccolgono tutti i sapori ed i profumi del Roero, delle Langhe e del Monferrato. Ed eccoci ai primi, opera della madre di Luciano: tagliatelle, agnolotti preparati dalle mani esperte di mamma Francesca che fa la pasta, la stende col matterello, tutto fatto a mano senza ricorrere a macchine od altro. I sughi sono deliziosi e per ognuno c’è un segreto gelosamente custodito: erbe particolari ma soprattutto il piacere della cuoca che usa prodotti genuini e non ricorre a salse dai nomi esotici.
Nei secondi, la scelta è vasta: una nota di lode al coniglio, ma che dire del fegato spadellato al momento..... come del resto tutti i piatti, nessun precotto, ma l’attesa (minima peraltro) è piacevole sorseggiando l’ottimo vino che Luciano che si aggira instancabile fra i tavoli mesce a piacere. Un attimo di tregua poi si lascia il passo ai dolci: la panna cotta è una delizia ma poi ci sono quelli inventati con nomi curiosi: il “pum-pin” (mela cotta farcita) dal sapore delicato e il “gnugnu”, un gelato particolare di sua invenzione per porre fine ad una serata speciale di cui si conserverà un piacevole ricordo. Quando si esce lasciandosi alle spalle l’atmosfera bohemienne del bistrot che ricorda la Parigi dei primi anni del secolo scorso sembra di aver fatto un viaggio nel tempo rivivendo un’epoca in cui si godeva della buona tavola e della compagnia di gente che sapeva godere la vita.

Ostu di Djun
Via San Giuseppe 1
12050 Castagnito (CN)

+39 0173 213600




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